“Il ruolo delle Certificazioni come prevenzione nell’ambito della crisi d’impresa”: l’intervento di Emanuele Riva

Un intervento interessante e approfondito quello del Dott. EMANUELE RIVA a #QualityWay, che tocca alcuni dei punti fondamentali dell’approccio al D.Lgs 14/2019: avere degli indicatori di bilancio NON è avere un assetto organizzativo. Il primo passo, per passare da un approccio prescrittivo a uno basato sui principi è un cambiamento culturale basato sulle COMPETENZE. Tra i modelli organizzativi citati dal vice Direttore generale di ACCREDIA, oltre alla ISO 9001 c’è EFRMS 14:2019, Economic Financial Risk Management System, un modello che parte dalla crisi del credito per arrivare alla crisi d’impresa.
Tra i vantaggi palesati nella scelta di un modello organizzativo c’è una maggiore chiarezza per l’internal audit e una miglior garanzia per banche e fornitori.
Come sarà il futuro? Tra le ipotesi, un’auspicata semplificazione amministrativa, che potrebbe portare chi è certificato a non aver bisogno del Sindaco Revisore.


Su Radio24 il Presidente di ACCREDIA parla della Certificazione accreditata per proteggere il Business

“Rilevare segnali di crisi economiche e finanziarie è fondamentale per il business delle imprese. Come fare? Con un assetto organizzativo e contabile adeguato e con un sistema di gestione economico-finanziario certificato sotto accreditamento. Gestione del rischio di insolvenze e maggiore affidabilità verso banche, fornitori e stakeholder. Ne parla Giuseppe Rossi, Presidente Accredia ai microfoni di Radio24″

» Prevenire la Crisi d’Impresa (D.Lgs. 14/2019) con la Certificazione EFRMS 14:2019

Certificazione vs Protocolli / Best Practice

In questo momento di passaggio e adeguamento al nuovo Codice della Crisi d’Impresa, potrà capitare di imbattersi in proposte di interventi spot per la gestione aziendale, quali practice, best practice, protocolli, procedure. Si tratta di interventi che rischiano di essere palliativi, inadatti ad offrire una reale e solida risposta alle necessità del Decreto e diventa perciò importante saper valutare la reale consistenza qualitativa delle proposte. Lo Schema CRMS FP 07:2015 + l’Addendum EFRMS 14/2019, offre una Certificazione gestionale completa, rilasciata da Parte terza accreditata, con verifica annuale, capace di rispondere punto per punto alle esigenze del Decreto. Per informazioni sullo Schema e la Certificazione del Sistema di Gestione Aziendale in ottica D. lgs 14/2019, scrivere a: . Leggi tutto

Si parla di EFRMS 14:2019 sul Sole 24 ore

[:it]Oggi sul Sole 24 Ore si parla di EFRMS 14:2019, la nuova Certificazione aziendale studiata per consentire alle aziende di ottemperare a tutte le Procedure, i Processi, la Pianificazione e l’Organizzazione d’Impresa mirate a evitare la Crisi o a poterla prevenire per tempo, così come richiesto dal D.Lgs. 14/2019.

L’Addendum EFRMS 14:2019, ideato da CO.E.RI. Kosmos e riconosciuto da Accredia, va ad integrare il già noto Schema di Certificazione del Sistema di Gestione del Credito CRMS FP 07:2015, estendendone gli effetti agli aspetti gestionali, economici e finanziari dell’Azienda.

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Episodio 10: Miglioramento continuo

“Siamo giunti all’ultimo episodio dello Schema CRMS FP 07:2015. Dieci episodi come dieci sono i punti dello Schema. Questo Schema non serve (solo) a diventare Credit Manager, non serve (solo) ad una corretta Gestione del Credito. Serve (essenzialmente) ad implementare un SISTEMA di Gestione del Rischio di Gestione del Credito Commerciale. Una automobile moderna ha un “sistema” frenante che si integra con il “sistema” di accelerazione. Non sarebbe possibile spingere sull’acceleratore del Fatturato senza un freno del Credito “intelligente”. E a proposito di automobili credo che l’importanza di un “Sistema” di Gestione del Credito rispetto alla “sola” Gestione del Credito, possa essere sintetizzato dalla famosa frase di Henry Ford: Leggi tutto

Revisori e sindaci segnalano i sintomi di crisi d’impresa

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“La prevenzione della crisi d’impresa deve avere, alla base, adeguati modelli organizzativi. Il decreto 14/19 ha aggiunto all’articolo 2086 del Codice civile il secondo comma, che

obbliga l’imprenditore, che opera in forma societaria o collettiva, a istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale.

Inoltre, l’imprenditore deve attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per superare la crisi e recuperare la continuità aziendale.
È compito degli amministratori istituire un adeguato assetto organizzativo, mentre è compito del collegio sindacale (sindaco unico) e del revisore la verifica della sua esistenza e adeguatezza.
Si tratta di predisporre una sorta di manuale, approvato dal consiglio di amministrazione, che deve descrivere modalità e controlli da predisporre ai fini in questione: tale documentazione sarà poi aggiornata in base all’esperienza e alle specifiche situazioni che si potranno presentare.

Il manuale dovrebbe partire dalle funzioni aziendali, con specifico riferimento ai responsabili della contabilità, e descrivere le procedure che questi devono applicare.

Per esempio, il responsabile dei pagamenti ai fornitori dovrà segnalare eventuali debiti scaduti e non saldati, mentre il responsabile della contabilità dovrà verificare la coerenza dei dati contabili, anche (ma non solo) in base agli indicatori previsti nell’articolo 13 del decreto, che il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili deve predisporre. Stesse considerazioni riguardano gli adempimenti tributari e, per i rapporti con le banche, la segnalazione di rilevanti sconfinamenti rispetto agli affidamenti.

Tutto questo impone la redazione di situazioni periodiche, senza attendere la redazione del bilancio che avviene in tempi successivi, applicando poi gli indicatori patrimoniali/finanziari/economici ritenuti opportuni.
Il decreto chiede all’imprenditore di predisporre qualcosa che già dovrebbe esserci nelle imprese, anche di minori dimensioni, che dovrebbero avere istituito adeguate procedure per tenere sotto controllo andamento e gestione dell’impresa.

Per esempio, procedure per rilevare i flussi d’incassi e pagamenti, ed eventuali ritardi, già dovrebbero far parte dell’organizzazione delle imprese, così quantomeno nelle imprese di maggiori dimensioni, i flussi di cassa prospettici richiamati nell’articolo 2 del decreto.

Appare evidente che per i professionisti si aprono spazi e opportunità di consulenza che, al di là delle discussioni in atto su esclusive e
specializzazioni, devono essere sfruttati.

Il collegio sindacale, poi, dovrà verificare gli assetti organizzativi adottati dall’impresa, come prevede l’articolo 14 del decreto, anche con uno scambio di informazioni con i soggetti incaricati della revisione legale.
L’articolo 14 del decreto prevede che gli organi di controllo societari, il revisore contabile e la società di revisione, ciascuno nell’ambito delle proprie funzioni, hanno l’obbligo di verificare che l’organo amministrativo valuti costantemente, assumendo le conseguenti idonee iniziative, se l’assetto organizzativo dell’impresa è adeguato, se sussiste l’equilibrio economico finanziario e quale è il prevedibile andamento della gestione, nonché di segnalare immediatamente allo stesso organo amministrativo l’esistenza di fondati indizi della crisi.
Pertanto, i primi soggetti responsabili della segnalazione dell’eventuale crisi d’impresa sono collegi sindacali e revisori, chiamati a compiti che risulteranno a volte non facili, ma indispensabili anche ai fini dell’esonero da responsabilità: tra l’altro, sarà opportuno valutare l’accettazione dell’incarico in mancanza o carenza delle procedure in questione.

Infine, per quanto riguarda la continuità aziendale, utili indicazioni si trovano nel principio di revisione Isa 570 e, anche per quanto riguarda l’informativa, nel principio contabile Oic 11 e nel documento Banca d’Italia/Consob/Isvap 2/09, che detta disposizioni valide per tutte le imprese in quanto non introduce alcuno obbligo ulteriore, bensì richiama all’applicazione delle norme e dei principi contabili di riferimento”.

FONTE: Articolo tratto da “QUOTIDIANO DEL FISCO, Il Sole 24 Ore, 27 Giugno 2019)